venerdì 28 marzo 2008

I MITI DEL XXI° SECOLO: L’UOMO SENZA SCHELETRO

Questa che sto per raccontarvi è la storia di un Supereroe dei nostri tempi.
La sua figura non ha niente a che vedere con gli obsoleti supereroi del XX° secolo quali Superman, Spiderman o i Fantastici Quattro, peraltro immaginari e mai realmente esistiti: il nostro è un personaggio reale, in carne e basta (lo so, di solito si dice in carne ed ossa, ma lui, essendo privo di scheletro, le ossa non le ha!) pronto ad intervenire ad ogni richiesta di aiuto da parte delle comunità bisognose. L’Uomo Senza Scheletro ha fatto la sua prima comparsa durante le ultime festività Pasquali.
Capitò infatti che qualche settimana prima al cellulare di Uanlò (toh, chi si rivede!!), d.s. dell’umanità, arrivò un sms con una richiesta di aiuto da parte degli abitanti di uno sperduto paesino del centro Sardegna. Il messaggio parlava di un paese di nome Sadali con enormi problemi dovuti all’isolamento per via dell’infelice posizione geografica, con una popolazione perennemente triste e ormai allo stremo delle forze.
Uanlò, intuita la gravità della situazione, decise di chiedere aiuto all’Uomo Senza Scheletro: “amico Supereroe” - gli disse - “dobbiamo assolutamente andare a Sadali, la gente del posto ha bisogno di te”. “In sandali??” – rispose confuso l’Uomo Senza Scheletro – “Ma maccu sei?? Cun chisthu freddu vi voni arumancu li botti da tennis pà iscì di casa!!” “Ma no, cosa hai capito?” – ribatté Uanlò – “comunque non preoccuparti, penserò a tutto io, tu dovrai solo venire e con i tuoi super poteri aiutare quella povera gente.” Organizzata una breve vacanza di lavoro nell’infausto paesello, Uanlò andò a prelevare di persona il nostro Supereroe e, impostato il suo infallibile navigatore satellitare Ton-To, con armi, bagagli, amici e famiglie al seguito partirono per la missione di salvataggio della comunità Sadalese.
Dopo circa ventiquattr’ore di vagabondaggio per le strade dell’isola, e soprattutto dopo aver scaraventato giù da una scarpata l’infallibile navigatore satellitare, il piccolo gruppo col Supereroe giunse finalmente a destinazione. L’Uomo Senza Scheletro, come suo solito, non perse tempo e si mise immediatamente al lavoro, cercando di porta in porta le persone bisognose.
Entrò nel market del paese e chiese al proprietario, vista la straordinaria somiglianza di quest’ultimo con l’allenatore del Cagliari Ballardini, se per caso avesse necessità dell’intervento di un supereroe.
“Si, avrei bisogno di una mano per mungere le capre, ma non credo serva un supereroe, basta uno che venga domattina alle otto” – rispose cortesemente il sosia di Ballardini, suscitando le ire dell’Uomo Senza Scheletro che, uscendo dal market, commentò: “ma abbaidda chisthu: è ulthimu in classifica ed è pinsendi a mugnì li crabi!!” Fallito il primo tentativo, il Supereroe entrò nel bar del paese. Qui conobbe due individui, tali Maurizio&Maurizio (le fonti ufficiali parlano di due individui, ma in realtà potrebbe trattarsi di un'unica persona sdoppiata a causa dei fumi dell’alcool), che dopo pochi minuti di conversazione e diverse birrette, finalmente furono in grado di indicare all’Uomo Senza Scheletro il luogo di ritrovo delle persone in difficoltà. “All’uscita del paese” – gli dissero Maurizio&Maurizio – “c’è un distributore di carburante con annesso un piccolo bar dove la gente del posto si raduna ogni sabato sera per tentare di divertirsi col Karaoke, ma puntualmente il tentativo fallisce perché in un posto così triste non esiste neanche la musica”. “Ah, questo si che è un lavoro da Supereroe” – replicò soddisfatto l’Uomo Senza Scheletro – “io, in quanto tale, sono un esperto di arti marziali: sono infatti cintura nera di Kung Fu, Karate, Sudoku e Karaoke. Questa è l’impresa che fa per me!” - disse dirigendosi con passo spedito verso il luogo indicatogli. Giunto al bar del distributore, il nostro Supereroe si presentò e subito cominciò un via vai di gente intorno a lui. “Per favore signori” – spiegò agli avventori – “prima di formulare le vostre richieste, dovete versarmi da bere per far sì che compaia il mio magico mantello color verde spento e possa acquisire i miei super poteri!”
Immediatamente litri e litri di birra arrivarono a riempire il bicchiere dell’Uomo Senza Scheletro e lui, ligio al suo dovere, diligentemente cominciò a bere tutto ciò che gli veniva versato. Chiesti una ventina di Ramazzotti per essere proprio sicuro di aver acquisito i super poteri, si sistemò il mantello color verde spento e cominciò ad esaudire i desideri delle persone bisognose. “Signor Supereroe” – gli chiese una timida ragazzina – “il mio nome è Rosanna, e vorrei fare la cantante. Può per favore aiutarmi?” “Certo ROSANGELA” – rispose lui – “e chi, fra i più famosi cantanti, ti piacerebbe essere?” “No, non ROSANGELA: Rosanna ho detto! Mi piacerebbe tanto essere Anna Tatangelo, la conosce?” “Ma figurati, cara ROSALBA, se un supereroe come me non conosce il famoso e compianto cantautore Tatangelo Bertoli….. Vieni sotto il mio mantello verde spento e farò di te una grande cantante!” “Tue sese maccu!!” replicò lei scappando via.
Bevuti un altro paio di digestivi, l’Uomo Senza Scheletro chiese se nel locale fosse per caso presente il sindaco del paese. Improvvisamente, tutti smisero di parlare e nel bar calò un imbarazzante silenzio. Dopo un quarto d’ora, finalmente un uomo dall’età indefinibile si fece avanti e, a testa china, sospirò: “sono io, signor Supereroe, e la prego di aiutarmi. Le ho provate tutte, ma non riesco proprio a mandar via la tristezza da questo posto.” “Non preoccuparti uomo” - disse lui sicuro di se - “ho la soluzione che fa per voi. Il vostro problema è che siete troppo distanti da Sassari, il vero luogo della felicità. Nella mia città ho risolto tutti i problemi realizzando la metropolitana di superficie: ogni mattina decine di migliaia di sassaresi salgono sul trenino e, fatto un bel giro panoramico, dimenticano tutte le cose negative e sono pronte ad affrontare con gioia la giornata lavorativa. Ecco, allo stesso modo si potrebbe fare nel vostro paese, costruendo però un’opera ben più grandiosa: una metropolitana di superficie che da qui arrivi fino a Sassari e finanche alle borgate vicine come Li Punti e Ottava, e poi giù fino a Platamona. Che ne dite, l’idea mi sembra semplice, no??” Il sindaco, stupito da cotanta genialità, guardò negli occhi ad uno ad uno i suoi concittadini e, commosso, esclamò: “questa si che è un’idea grandiosa e semplice da realizzare! Grazie Uomo Senza Scheletro, hai finalmente risolto i nostri problemi. Come possiamo sdebitarci con te? Possiamo offrirti da bere?” “Forse è meglio di no, sento che sto per perdere i miei super poteri” – rispose lui vomitandogli addosso – “adesso è ora che mi ritiri. Dopo ogni impresa ho bisogno di sedermi su una panchina a meditare un poco, e ci vogliono parecchie ore prima che il colorito verde spento mi abbandoni e ritorni il mio aspetto naturale”.
Così, accompagnato dai suoi amici che trascinavano il corpo ormai senza ossa dell’Uomo Senza Scheletro, il nostro Supereroe abbandonò il locale per ritirarsi in camera e godersi un meritato riposo.
Grazie al suo intervento gli abitanti di Sadali avevano finalmente scacciato la tristezza.
Rimasero delusi solo Maurizio&Maurizio, che per un paio di giorni aspettarono davanti al bar il ritorno della piccola comitiva di salvatori per accompagnarla a casa di Ballardini a mungere le capre e sorseggiare qualche vinello.
Il sindaco e il resto della comunità, invece, all’insaputa del Supereroe, organizzarono una festa a sorpresa di ringraziamento in quel di Nurri, in un locale chiamato La Stazione con tanto di chitarrine, musica e bella gente. Stavolta però l’Uomo Senza Scheletro stette bene attento ad evitare i suoi super poteri……!

*Alla Stazione c’erano tutti, dal commissario al sacrestano

alla Stazione c’erano tutti con gli occhi rossi e il cappello in mano

a salutare chi per un poco, senza pretese, senza pretese

a salutare chi per un poco portò l’amore nel paese.

C’era un cartello giallo con una scritta nera, diceva addio Uomo Senza Scheletro,

con te se ne parte la primavera......

*Liberamente tratto da “Bocca di rosa” di Fabrizio De Andrè

Frisciò ripreso a Sadali in azioni eroiche

giovedì 27 marzo 2008

SCONFITTA A TAVOLINO PER I DESPERADOS

Clamoroso epilogo dell'attesa gara infrasettimanale di Champions League. Alle 21.15, l'arbitro ha decretato la fine della gara mai iniziata a causa del mancato arrivo dei Desperados. Delusione fra il folto pubblico presente, pronto ad assistere alla solita entusiasmante partita del mercoledì notte; e delusione anche fra i Tigrotti, ieri determinati a scendere in campo per conquistare quei tre punti e sferrare agli avversari un k.o. decisivo per il proseguo del torneo. I tre punti, comunque, sono arrivati lo stesso, seppur in forma contraria: i Deturpados infatti sono stati penalizzati in classifica per questa ingiustificata assenza, per cui si ritrovano ad 11 punti, contro i 14 dei ragazzi di NonnuELogu. Ora l'attenzione dei tifosi si sposta sul campionato. Sabato, alle 15.30 al campo di Via delle Vigne di Porto Torres, la Sa.Ma. Archifin Cosmos scenderà in campo contro la temibilissima Amatori Castiglia, imbattuta nelle 17 gare fin qui disputate. Purtroppo sono da registrare ulteriori defezioni per infortunio: Arrogudottu ha riportato nell'ultimo match contro l'FC SanGiovanni una microfrattura al piede che lo constringerà ad un lungo periodo di riposo, così come è ancora molto incerta la presenza di Vissani per un grave stiramento che lo affligge da due settimane e che lo costringe a zoppicare vistosamente. Ma il Mister Paracarro invita alla calma:"Abbiamo affrontato situazioni peggiori, certo .... le altre squadre non erano l'Amatori Castiglia, ma come sempre scenderemo in campo per cercare di fare risultato e non faremo brutte figure! Stavolta, tuttavia, non porterò lo champagne". Nessuna anticipazione sulla formazione: si sospetta che il Mister Provolino abbia sfruttato i recenti viaggi nel nord Italia per studiare nuove tattiche fra le squadre venete, ed in particolare sia rimasto colpito dagli schemi dei rugbisti del San Donà di Piave. Sabato ne sapremo di più. In bocca al lupo, rossoblù.

Tifose dei Tigrotti applaudono i loro beniamini

mercoledì 26 marzo 2008

UN MERCOLEDI' DA CHAMPIONS

Riparte stasera l'attesissimo appuntamento con la Champions League, uno dei traguardi stagionali più ambiti dai giocatori del sodalizio rossoblù. Alle 20.30, al Centro Sportivo di Canighello, scenderanno in campo i Tigrotti ed i Desperados, pronti ad affrontarsi in un aspro confronto che potrebbe determinare la nuova leader della classifica. Ricordiamo, infatti, che le due squadre sono appaiate in vetta a quota 14 punti.
Il lungo testa a testa, iniziato a Settembre, finirà come di c
onsueto al termine della stagione calcistica. Per il Mister Termosifoni sarà anche l'occasione giusta per testare lo stato di forma della squadra in vista del probante impegno di campionato previsto per sabato prossimo in quel di Porto Torres contro la terribile Amatori Castiglia, prima in classifica ed in possesso di un incredibile score costituito da 16 vittorie ed un pareggio su 17 partite finora disputate. La difficoltà del match non impedirà certo alla SAMA JCHNUSA di scendere in campo senza mordente: proprio in questo genere di gare, infatti, gli atleti rossoblù hanno dimostrato di trovare stimoli e grinta necessaria per disputare onorevoli partite.
Grande spettacolo quindi per i nostri appassionati: da stasera a sabato, grandi momenti, senza dimenticare l'imprescindibile dopo gara del mercoledì nella sede di Maccia d'Agliastru.

martedì 25 marzo 2008

18° Giornata (3°Rit): Risultati

Risultati:
Amici di Codrongianos - PlanetSoccer SS 2-3
Atletico Sennori - Amatori Nettuno Alghero 5-1
CK Bar Off.Murgia SS - Free Time SS 2-3
Edicola S.Maria SS - Selecao Porto Torres 0-4
Golden Uri - Deportivo Turritano P.Torres 0-1
S.S. Giavese - Amatori Castiglia P.Torres 1-5
SAMA JCHNUSA
- FC San Giovanni 2-3

Riposa: Settentrionale Sarda Usini


Classifica:
  1. Amatori Castiglia 49
  2. Deportivo Turritano 41
  3. Planet Soccer SS 35
  4. Atletico Sennori 31
  5. Edicola Santa Maria SS 30
  6. FC San Giovanni 28
  7. Selecao Porto Torres 26
  8. SAMA JCHNUSA 24
  9. Free Time SS 21
  10. Amatori Nettuno 21 *
  11. CK Bar Off.Murgia SS 20
  12. Settentrionale Sarda 11
  13. S.S. Giavese 8
  14. Amici Codrongianos 6 *
  15. Golden Uri 5
* Una gara in più

Prossimo Turno (29/03/2008):
  • Amatori Castiglia - SAMA JCHNUSA (2-1)
  • Amatori Nettuno - S.S. Giavese (3-1)
  • Atletico Sennori - CK Bar Off.Murgia SS (0-4)
  • Deportivo Turritano - Settentrionale Sarda (6-1)
  • FC SanGiovanni - Edicola Santa Maria SS (0-4)
  • Golden Uri - Amici Codrongianos (2-2)
  • Selecao P.Torres - Planet Soccer SS (2-0)
  • Riposa: FreeTime SS

venerdì 21 marzo 2008

RITRATTO DI UN CAMPIONE: MISTER SQUARCIALAQUERCIA

Mister Squarcialaquercia è nato in una grotta alla periferia di Sassari una fredda notte d’inverno di circa duemila anni fa. Figlio unigenito di una giovane coppia di sposini poverissimi, nacque privo di ogni genere di conforto, fatta eccezione per un climatizzatore gentilmente offerto dalla Sa.Ma. che, in quanto sponsor ufficiale dell’evento, preventivamente aveva provveduto a far installare nella grotta per alleviare le sofferenze del nuovo arrivato. Dei primi anni di vita di Mister Convincilafoca si sa ben poco non esistendo documenti ufficiali dell’epoca, tuttavia grazie ad una serie di studi e di ricerche compiuti dal Professor Uanlò, docente di storia all’Università della Terza Età di Maccia d’Agliastru, siamo riusciti a ricostruire alcuni momenti chiave dell’infanzia del nostro eroe. Si sa ad esempio che il primo problema che si presentò a mamma Maia e papà Roli (questi i nomi dei suoi genitori) fu quello della scelta del nome da dare al bambinello. Fra i due scoppiò un furibondo litigio durato tre settimane, che passarono lanciandosi contro l’un l’altro con inaudita violenza il neonato Mister Magnalapigna, fino a quando mamma Maia non trovò la soluzione illuminante: “Roli”-disse buttando il bambino per terra- “visto che non si riesce a trovare un accordo, si potrebbero unire i nostri nomi, così nessuno dei due sarebbe scontento”. “Unire i nostri nomi?” –rispose papà Roli- “vuoi dire che vorresti chiamarlo RoliMaia? Ma sei matta? Con un nome così lo prenderebbero in giro per l’eternità!”. “No” – ribattè mamma Maia – “lo potremmo chiamare MaiaRoli. Mi sembra più carino e originale, e poi vedrai, con un nome così nessuno lo prenderà in giro, anzi molti saranno addirittura invidiosi!”. “L’idea non sembra malvagia” – acconsentì papà Roli – “forse è proprio il nome giusto per un bimbo così bello. M A I A R O L I. Si, è davvero un gran bel nome: facile da ricordare, impossibile da confondere, faremo crepare d’invidia tutti i nostri amici che, privi di fantasia, hanno chiamato i loro figli Antonio, Giuseppe o Francesco.” Dopo una settimana, gli stessi genitori del povero MaiaRoli scordarono il nome del loro bambino. Dell’età adolescenziale si hanno ugualmente poche informazioni, ma si sa per certo che era solito recarsi in una famosa piazza di Sassari, Piazza Pescheria, dove quotidianamente si teneva un mercatino. Lì, in compagnia di un suo amico fraterno, tale Padre Ruzzu da Li Punti, dopo essersi issati in piedi entrambi sopra le bancarelle dei venditori ambulanti, erano soliti arringare la folla di curiosi che si formava davanti a loro con argomentazioni farneticanti su fuorigioco, diagonali, marcature a zona e pressing, tutti termini all’epoca sconosciuti. I comizi di Mister Annegazarretti e Padre Ruzzu, col passare dei giorni, delle settimane e dei mesi, raccolsero sempre maggiori consensi e sempre più numerose le folle si accalcarono nell’angusta piazzetta del centro storico di Sassari, per ascoltare La Parola di quei due giovani rivoluzionari così pieni di fascino e di mistero.Fino a suscitare l’invidia delle autorità cittadine che, con l’improbabile accusa di spaccio di figurine Panini false, misero sotto processo i due mancati profeti. Benché difesi da una triade composta da Curre Curre, Luna T9 e SS597, noti come i più grandi avvocati del tempo, Mister Miradodirado e Padre Ruzzu vennero condannati ad una singolare punizione: dovettero portare sulle spalle una porta di calcio partendo da Porta Sant’Antonio lungo tutto il Corso Vittorio Emanuele fino a Piazza d’Italia, dove furono legati alle porte stesse e presi a pallonate con delle rudimentali palle fatte di stracci inzuppati nell’olio bollente da una sorta di plotone di esecuzione formato da un esercito di soldati in pantaloncini corti e scarpette con i tacchetti di ferro. Quando l’indomani i fedeli si recarono nella piazza per liberare i due poveretti, trovarono Padre Ruzzu ancora al suo posto, ma la porta di Mister Capellidasfalto misteriosamente vuota: si disse allora che un suo discepolo, noto come Kunta Kinte, venne a prelevarlo nottetempo a bordo di un Mercedes alato. Da allora non si seppe più nulla di Mister Sgambettascoiattoli, fino ai giorni nostri, in cui lo abbiamo visto apparire e scomparire in ogni angolo della terra, in Colombia nelle vesti dell’emigrato Trombalavecchia che scopre il talento di Nomentana alias Higuita, o sottoforma del Generale dell’Arma Smacchialamacchia che intravede nelle poco raccomandabili gesta di Starscky e Acch quelle virtù calcistiche che nessun altro avrebbe notato, per realizzare il suo progetto universale: la creazione di una squadra di calcio perfetta, armoniosa nell’eseguire gli schemi dettati, concreta nel finalizzare la mole di gioco sviluppato, amorevole nei quotidiani momenti di convivialità dei suoi adepti. Le informazioni che abbiamo raccolto su di Lui si fermano qua, e nient’altro è dato sapere della Sua vita terrena, ma la redazione sportiva della Sama Jchnusa non poteva certo esimersi dal tentare di incontrarLo di persona e sapere dalla Sua viva voce altri particolari di rilevanza storica della Sua esistenza. Così, grazie alla decisiva intercessione di Frà Vissani del Supremo Ordine dei Corpulenti, uno dei Suoi discepoli prediletti, siamo riusciti a fissare con Mister Corricorrendo un appuntamento per un’intervista che, vista l’eccezionalità dell’evento, sarà certamente di rilevanza mondiale. Finalmente, dopo un’ora di estenuante attesa, un raggio di sole accecante si fa largo tra le nuvole cupe di questo inverno che stancamente volge al termine, e uno stormo di cornacchie gracchianti annuncia l’arrivo, scortando il Suo Mercedes alato, del Padre del Calcio, Mister Stanafarfalle. Lo guardo dirigersi verso di me e, tremante per l’emozione, mi prostro dinanzi ai suoi piedi. “B-b-buonasera, Santità”- sono le uniche parole che riesco a dire – e Lui, da quel grand’uomo che è, imponendomi le mani sul capo mi tranquillizza dicendomi: “Stai pure comodo ragazzo, oggi sono qua per te, per rispondere alle tue domande, perciò smetti di tremare e procedi pure con l’intervista”. Ancora visibilmente emozionato, trovo la forza di partire con la prima domanda: “Mister, come mai ha scelto proprio la SAMA JCHNUSA per il Suo ritorno sulla terra da allenatore?” M: “Vedi caro Inviato, quando creai il calcio, tanti anni fa, pensai a qualcosa di perfetto, di inimitabile, ma nonostante siano state fondate squadre come il Milan, la Juventus o il Real Madrid, nessuna di queste compagini è mai riuscita ad avvicinarsi alla mia idea di perfezione. Perciò, stanco di rimanere deluso da queste squadre o dai vari Pelè, Maradona o Zola, ho deciso di fare da me e di scendere in campo in prima persona per insegnare ciò che IO stesso ho creato. Ho quindi raccattato in giro per il mondo tutta una serie di disperati che mai nessun altro avrebbe avuto il coraggio di far entrare in un campo di calcio per dimostrare che non sono i giocatori a fare una squadra, ma il suo allenatore.” I: “Sappiamo che Lei ha persino creato personalmente alcuni giocatori della SAMA JCHNUSA”. M: “Si, è vero. Ad esempio, quando dal fango diedi vita al calcio, mi accorsi che era avanzato ancora un poco di quella poltiglia maleodorante. Stavo per buttarla via quando, sfidando me stesso, ci sputai sopra e mi dissi: “vediamo cosa può venir fuori da questo miscuglio”. Rimasi fortemente stupito nel vedere materializzarsi la figura di Uanlò, e subito capii di aver fatto nascere dal nulla un grande calciatore e un inarrivabile direttore sportivo. Devo proprio ammettere che è stata una delle mie più grandi soddisfazioni.” I: “C’è qualche altra creatura di cui Lei è particolarmente soddisfatto?” M: “Beh, diciamo che ce n’è una di cui sono fiero a metà.” I: “Fiero a metà? Per favore Santità, si spieghi meglio!” M: “Si, perché in realtà si tratta di un qualcosa nato da un mio piccolo errore. Capitò un giorno che durante una partita di campionato, Frà Vissani il Corpulento finì a terra per il solito fantomatico dolore alla caviglia. Visto che nessuno riusciva a farlo rialzare, Io stesso mi allontanai dalla panchina ed entrai personalmente in campo. Giunto vicino a lui, mi chinai, lo guardai intensamente negli occhi per una mezz’oretta e, mentre gli altri intorno a noi continuavano a giocare colpendoci di tanto in tanto con delle dolorose pallonate, imponendogli le mie mani sudate sul capo, non so perché, gli dissi: “VISSANI, ALZATI E CUCINA!!”. Fu così che Frà Vissani il Corpulento smise di essere un giocatore di calcio, ma diventò un eccellente cuoco.” I: “Sappiamo però che i rapporti con i Suoi giocatori non sono sempre idilliaci. Ad esempio sono famosi i Suoi litigi con Uanlò, e addirittura un giorno ha litigato con Maestro, uno che è sempre attento e lucido nei suoi comportamenti.” M: “Il mio rapporto con Uanlò, essendo egli una mia creatura, è lo stesso che può esserci tra padre e figlio. Anzi, diciamo pure che Io e lui siamo Uno e Trino: Padre, Figlio e Spirito Sardo. Per quanto riguarda Maestro, è lucido, dici tu. Ma lucido dove? In cabbu, forse. E’ cabbi-lucidu. AH AH AH AH …..” (Ride sonoramente e di gusto). Nel frattempo, il cielo sopra di noi si apre di nuovo, e un raggio di sole accecante fa da apripista alla scorta di cornacchie gracchianti che accompagnano Mister Codaspettinata nei Suoi spostamenti. In mezzo allo stormo dei fastidiosi volatili vedo avvicinarsi il solito Mercedes alato, guidato da un corvo in alta uniforme, che lentamente discende nel piazzale di Canighello. Capisco che il tempo a nostra disposizione per l’intervista è terminato, il corteo di uccellacci è venuto a prelevare Mister Leccaleciglia. Faccio appena in tempo a formulare l’ultima domanda, prima che voli via: “Mister, per me è stato un grande onore averla incontrata, ma finalmente anche Lei ha potuto parlare di persona con l’Inviato. E’ rimasto sorpreso nell’averne scoperto l’identità?”. M: “Sai ragazzo, non credevo che questa figura esistesse realmente, pensavo fosse solo il frutto della fantasia burlona di quel pazzo di Higuita, e poi in effetti non pensavo che potessi essere tu l’Inviato, ti facevo più stupido. Comunque finora hai reso un buon servizio alla SAMA JCHNUSA, ma ora bada bene a ciò che scrivi su di Me: potresti fare parecchia panchina!! Prendi questo amuleto, ti proteggerà nel tuo cammino quotidiano” – mi dice lanciandomi un pacco di Vigorsol benedette, le stesse che mastica durante le partite di campionato. “Grazie Santità, e sia sempre fatta la Sua volontà” – rispondo genuflettendomi di fronte a Lui che intanto sale sul Mercedes alato e, fatto un cenno al corvo in alta uniforme, parte via sgommando aldilà delle nuvole. Insieme a Lui va via anche il raggio di sole accecante, e rimangono solo quelle scure nubi di fine inverno a farmi un po’ di compagnia, insieme ad una leggera pioggerellina che lentamente inizia a cadere. Rimango lì a bagnarmi ancora un po’, guardando fisso quella porzione di cielo che ha appena inghiottito Mister Sparecchialorecchio con la Sua immancabile scorta di cornacchie; poi, soddisfatto, lentamente mi incammino lungo il viale alberato che conduce all’esterno della struttura sportiva di Canighello. Vado a consegnare al mio direttore quello che di sicuro sarà lo scoop del secolo.
E anche questa è fatta!!!