Quando un sabato così te lo sogni una vita intera per evitare di inventarti cretinate il lunedì. Tutto iniziava i giorni precedenti al big match della 1° giornata di ritorno, quel SAMA - Deportivo che da anni è diventata una partita di cartello dell'Uisp, soprattutto per via dei buonissimi rapporti fra le due squadre, continuamente rinsaldati nei dopo partita "sfascia famiglia". Il campo di Caniga non era disponibile per via della concomitanza delle gare giovanili della San Domenico padrona di casa, per cui diventava difficoltosa la ricerca spasmodica di un campo di calcio libero; a questo si univa il mistero su come organizzare il rinfresco dopo gara, data la sicura lontananza dall'eremo casalingo. Il tam tam di telefonate era frenetico, ore ed ore trascorse a rintracciare numeri di telefono di proprietari di campi per sentirsi via via negare la disponibilità o attendere vane risposte. Poi, all'improvviso e con immutato mistero, un noto cassiere nonchè abile cuoco della compagine rossoblù, riesce a trovare la disponibilità dell'angusto rettangolo di gioco di Campanedda, ridente frazione della Nurra, famosa per le sue duemila aziende agrituristiche. Ma anche qui, spuntano strani risvolti e difficili compromessi: il campo sarebbe privo di caldaie per cui niente acqua calda, si dovrebbe autotracciare il campo, mancherebbero bandierine del calcio d'angolo, pali, traverse e reti delle porte e bisognerebbe ordinare un carico di sabbia supplementare in quanto il maltempo dei giorni scorsi ha fatto affiorare sul terreno scogli come la spiaggia delle Bombarde. Ma per il calcio, questo e altro. Per cui, il campo era "rinsabbiato" facendo diversi viaggi da Platamona (mica da Balai, altrimenti avremmo favorito gli avversari), le linee venivano tracciate grazie ad un carico speciale di Uniposca neri prelevato dal negozio di un noto attaccante rossoblù febbricitante, per i pali si utilizzavano "mascelle" da cantiere e per traverse due spaghi colorati di rosso per distinguersi dal celeste del cielo. Le reti non costituivano un problema data la consocenza di amici che "pèscani un bè" e, come bandierine, data la minuscola dimensione di fazzoletti di carta Kleenex, si decideva all'ultimo istante di sostituirle con le mutande all'ultimo grido di Chinaglia, di imponente misura e dagli sgargianti colori. Gli avversari apprezzavano l'impegno e l'arbitro dava inizio alla contesa. Ma da subito, ci si accorgeva che le cose non sarebbero andate per il verso giusto. La sabbia di Platamona si rivelava inadatta a supportare un big match calcistico e questo alimentava nervosismo fra le fila rossoblù. Indiziato Stielike, che rispondeva a tono "Caz, la prossima voltha andeddi voi anda e torra a lu mari, a vidì si n'acciappeddhi di chissa bona. Pa chi eddi li piazzi andà a lu lazzaretto, o a porthu ferro, o sinnò a la costa smeralda, li signori! Eh, ma sia la primma e l'ultima voltha!" La partita assumeva sempre più i contorni di una lotta nel fango: i più alti erano favoriti nei movimenti come i fenicotteri negli stagni, mentre i nani assomigliavano a degli ippopotami dentro pozzangheroni. In una di queste situazioni si ritrovava il povero Pizzaballa che, durante un tiro in porta dalla distanza, cercava di elevarsi restando tuttavia impantanato nel fango non riuscendo a deviare la sfera oltre la traversa ma toccandola quel tanto da farla impattare sul legno per poi, ribattuta in campo, trovare la testa dell'avanti biancorosso libero di far goal con un doppio carpiato. Questa era la sintesi del primo tempo. Negli spogliatoi il caos: dalle lamentele per la mancanza d'informazione (molti non avevano il costume da bagno) alla gelosia per l'organizzazione di alcuni (il lettino di Pizzaballa era preso di mira dal geloso DeLaPeña, munito di solo telo mare), si decideva di rientrare in campo e tentare di costruire un gran castello di sabbia per far si che gli avversari non potessero più varcare il centrocampo. E così era: la SAMA, grazie all'abile movimento di persone del mestiere come Prohaska e lo stesso DeLaPeña riusciva ad arginare bene i tentativi di tuffo degli avversari ed appropriarsi della metà spiaggia avversaria, con Chinaglia capace di farsela sotto nel momento di fare un gavettone da solo davanti al portiere avversario, ignaro sotto l'ombrellone. Fino a quando, in un'incursione avversaria dall'angolo dello scoglio, il neo entrato Bettarini, colto da improvvisa bonarietà, indicava all'avversario come fosse ricoperto di sabbia all'altezza del petto. Ma lo scaltro avversario, pensando ad un tranello, ignorava l'avvertimento e, nel proseguo dell'azione, Bettarini insisteva andando a "spolverare" con le mani il petto dell'ignaro avversario che, fraintendendo il gesto, chiamava i rinforzi, nascosti ingegnosamente fino a quel momento come gli Achei nel cavallo di Troia. Mai ricordare a dei giovani in mutande quanto sia bella la lotta nel fango: fra avvinghiamenti, risate e lanci di merda, anche l'arbitro, riposto il fischietto, si buttava a capofitto nella mischia, fra urla e schiamazzi. E non solo: anche dalla tribuna arrivavano tanti in pompa magna; ma, proprio sul più bello, lo stesso arbitro spariva. Ma quando? Ma dove? Ma perchè? Ma che caz? Tutti, con apprensione, si davano da fare per ricercare colui che fino a quel momento era stato un valido compagno di giochi, ipotizzando furbeschi mascheramenti o tragici sprofondamenti, per ritrovarlo mezzora dopo rinchiuso negli spogliatoi e senza alcuna intenzione di uscire. Visto il perdurarsi della situazione, le squadre decidevano di andare a ripulirsi da cotanta lordura: ma qui iniziava un'altro caso: l'acqua era completamente fredda. E fra le proteste di tutti, l'indiziato Stielike ribatteva:"Cazz, e primma no andà bè la sabbia, e dabboi no vi piazzi l'ischogliu, abà l'eba no è caldha: ma mai visthu l'aveddi un mari cummenti lu pisciu?". Solo dopo la partenza di gran parte delle compagini e del cronista, il mistero era svelato: l'arbitro, nella foga dell'esecuzione di un triplo mortale con doppio avvitamento all'indietro, si procurava un fastidio alla coscia che gli impediva un spinta adeguata; tale problema era tenuto celato nel segreto dello spogliatoio nel tentativo di riprendersi e poter proseguire la festa ma, dopo vari tentativi, era costretto ad alzare bandiera bianca e chiedere aiuto ai responsabili delle squadre presenti. Con la risoluzione del mistero e con il divertimento fangoso interrotto, la SAMA ed il Deportivo non rinunciavano tuttavia al loro leggendario terzo tempo, accogliendo con allegria lo stesso arbitro e brindando con gioia a tripudio a quel nuovo appuntamento che si rinnoverà il 25 febbraio nel recupero di questa giornata iniziata nel mistero e conclusa nella birra.
lunedì 2 febbraio 2009
mercoledì 28 gennaio 2009
RECUPERI: RISULTATI
Risultati
Recuperi 11° Giornata:
Deportivo Turritano - Edicola SantaMaria SS 4-2
Fc San Giovanni - Amatori Nettuno Alghero 0-1
SAMA A.C. SS - Selecao Porto Torres 4-2
---------
Recupero 5° Giornata:
Ale Castiglia Porto Torres - Atletico Sennori 2-0

Classifica:
Recuperi 11° Giornata:
Deportivo Turritano - Edicola SantaMaria SS 4-2
Fc San Giovanni - Amatori Nettuno Alghero 0-1
SAMA A.C. SS - Selecao Porto Torres 4-2
---------
Recupero 5° Giornata:
Ale Castiglia Porto Torres - Atletico Sennori 2-0

Classifica:
- Edicola Santa Maria SS 31
- Deportivo Turritano 30
- Ale Castiglia P.Torres 26
- SAMA A.C. Sassari 24
- CK Bar Sassari 20
- Planet Soccer SS 19
- Amatori Nettuno 17
- Selecao Porto Torres 16
- Atletico Sennori 14
- Amici Codrongianos 9
- FC San Giovanni 7
- Frassati Ozieri 5
- Caracas Cafè Sassari 3
- Ale Castiglia P.Torres - FC San Giovanni (4-1)
- Atletico Sennori - CK Bar Sassari (3-3)
- Frassati Ozieri - Caracas Cafè SS (0-1)
- Planet Soccer SS - Edicola S. Maria SS (3-3)
- SAMA A.C. SS - Deportivo Turritano (0-1)
- Selecao P. Torres - Amici Codrongianos (5-2)
- Riposa: Amatori Nettuno Alghero
lunedì 26 gennaio 2009
IL TRADIMENTO TURRITANO
Buone nuove per il campionato Uisp dopo i recuperi giocati sabato pomeriggio, che hanno regalato un barlume di speranza alle tante inseguitrici della "lepre" Edicola Santa Maria di Sassari, sconfitta nel big match di vertice dal Deportivo Turritano per 4-2. Anche le immediate aspiranti Ale Castiglia e SAMA A.C. possono continuare la loro corsa di rincorsa (i primi) e di divertente speranza (i secondi) dopo le vittorie contro l'Atletico Sennori e la Selecao Porto Torres. E mentre la corazzata campione in carica ha fatto un sol boccone della compagine romangina, per i rossoblù di Caniga si è trattato dell'ennesima partita dai particolari risvolti. La settimana trascorsa è stata un incubo per gli atleti di casa, atterriti dalla possibilità di ricevere quella temutissima telefonata comunicante l'esclusione dai convocati; infatti, con tutti i ventuno disponibili, il Mister Castroluomo Scopigno ha dovuto operare dolorose epurazioni. Montero, inventatosi uno stiramento al pollice usato per fare autostop e salvarsi dall'inseguimento di una banda di romeni, si autoepurava da solo; Fanna usava tubetti di botulino per gonfiarsi la caviglia per evitare di trascorrere l'ennesimo pomeriggio col gelo alla pelata; Vampeta era l'unico colpito dall'infamia della telefonata del mister, ma all'ultimo momento era salvato dall'improvvisa febbre di Bettarini. Così, negli spogliatoi del comunale della borgata sassarese, si presentavano le due squadre, pronte a darsi battaglia per non perdere punti dalle tre battistrada. Ma c'era una partita nella partita che si preparava all'oscuro di tutto e tutti, quella di due fratellini portotorresi, mai profeti in patria, sempre erranti senza cittadinanza ne casa ed ora accolti come extracomunitari fra le maglie rossoblù: Chinaglia e Mutu, già noti come Compà e Arrogudottu.
Loro, infatti, sono sempre stati trattati maluccio dai propri amichetti delle strade di Porto Torres, perchè quando si facevano le sfide a calcio loro vincevano sempre, e siccome non si accontentavano del punteggio, volevano vincere anche con la forza; addiritura, sempre in tenera età, misero su una losca organizzazione che forniva a loro emissari schede telefoniche svizzere per conoscere in tempo reale i risultati delle altre strade e garantiva loro un certo numero di atleti che, a seconda delle partite, permetteva loro di manipolarne il risultato: ecco il motivo per cui, crescendo, nessuno li voleva più come compagni di squadra, neppure la Selecao, grande loro amore incompiuto, in cui giocano tutti il loro compagnetti d'infanzia. Ed infatti, all'ingresso in campo, i due fratellini erano oggetto di burle e sberleffi da parte dei loro coetanei compaesani per i buffi nomi sulle maglie e per la volumetria acquisita durante la loro rapida adolescenza. Avendo notato questo atteggiamento, lo scaltro Mister Viadellevigne Scopigno declinava la richiesta di Chinaglia di non giocare e gli costruiva la squadra intorno, usando principalmente il ramo portotorrese, richiamando il fido scudiero Stielike in difesa, coprendogli le spalle con i rottweiler di centrocampo Pecci e Merola, e tenendo a freno gli istinti di rivalsa di Mutu e Ardiles, per scatenarli nella ripresa. A questi, aggiungeva Pizzaballa in porta, Vampeta, Prohaska e Briegel in difesa, Calloni, DeLaPeña e Pandev in mediana. Il mister Massimo Borra, forte di questo atteggiamento denigratorio nei confronti di Chinaglia, schierava l'unidici così composto: Simile fra i pali, Velluto, Carboni, Pazzola, Acca in difesa; Frau, Piredda, Pistidda e Valia a centrocampo con il temibile Vassallo e PennaBianca Borra in avanti. Primi minuti di grande tensione: le due squadre si studiavano a vicenda, con gli ospiti pronti a rinfacciare in ogni occasione le vere origini dei compaesani in maglia rossoblù. Ma ciò che doveva esser un arma a loro favore, si rivelava deleteria ai loro intenti: Pecci e Merola tessevano un'azione che portava DeLaPeña sulla fascia destra ad effettuare un cross che lo stesso Chinaglia andava ad impattare in cielo e spedire sull'angolino opposto. Era l'1-0 che, per rispetto, non portava esultanza alcuna da parte del bomber casalingo. Erano appena trascorsi cinque minuti di gioco, e la SAMA pensava di aver definitivamente sconfitto ogni tentativo di rivalsa subliminale avversaria, operando un buon possesso palla ed una preponderante supremazia territoriale. Ma mentre tutti attendevano la seconda rete, un'iniziativa del potente Vassallo sulla sinistra d'attacco portotorrese portava lo stesso a vincere un rimpallo (aiutandosi con un braccio galeotto) e sparare un tiro potentissimo diretto al volto di Pizzaballa proteso in disperata uscita: la palla carambolava beffardamente sul piede dello stesso attaccante per rotolare lentamente in rete, con l'estremo fuori uso e necessito di cure mediche per circa dieci minuti. L'episodio rischiava di esaltare nuovamente lo spirito guerriero dell'undici ospite, ma la SAMA usava il proprio orgoglio per ribaltare la situazione: e così, una palla recuperata ancora dal combattivo DeLaPeña, si trasformava in assist prezioso ancora per Chinaglia che, solo davanti al portiere, rinunciava al tanto amato pallonetto optando per un tiro angolato ed imprendibile. Il primo tempo si concludeva qua, con un 2-1 tutto sommato meritato, con il quale la squadra di casa legittimava il possesso palla ed una buona intesa fra gli elementi in campo. Nel secondo tempo, i rossoblù continuavano a premere sull'acceleratore, ma trovavano come ostacoli sia i difensori locali che lo stesso arbitro, reo di aver interrotto buone azioni per dubbi fuorigioco. E mentre ci si aspettava il goal della sicurezza, un tiro da fuori area da parte della Selecao impattava con la parte alta della traversa trasformandosi in un assist involontario per il solito Vassallo che, solo davanti alla porta sguarnita, non aveva difficoltà a siglare il sorprendente 2-2. Il goal dava coraggio agli ospiti che approfittavano dello sbandamento della SAMA per portarsi in avanti. Ma il perfido Mister Fiumesanto Scopigno giocava le sue carte nascoste: dentro gli altri portotorresi Mutu e Ardiles, a dar man forte alla fazione degli oriundi. E da quel momento la musica cambiava: i padroni di casa imbastivano azioni su azioni ed, in una di queste, il funambolico Pandev riusciva ad effettuare un ottimo cross dalla sinistra che trovava Pecci pronto ad arpionare il pallone, difenderlo dall'attacco dei difensori locali e, con un tocco morbido, poggiarlo al limite dell'area all'accorrente Chinaglia che, ignaro delle prese in giro ospiti, faceva partire un tiro potente a mezza altezza che non lasciava scampo al numero uno della Selecao per timbrare la sua clamorosa tripletta. Il goal aveva un effetto liberatorio: la SAMA controllava agevolmente le sfuriate offensive che raramente portavano grattacapi alla difesa locale, mentre aumentavano i contropiede alal ricerca del goal della sicurezza. Dopo vari tentativi dello stesso Chinaglia, di Prohaska, di Pandev e di Caniggia, arrivava la discesa prorompente e vendicativa del fratello d'arte Mutu che, dopo essersi liberato di quattro avversari, si portava a ridosso del portiere e cercava l'assist per il quarto goal di Chinaglia, deviato in porta dal disperato tentativo di un difensore ospite. La partita finiva qui, con le lacrime dei due mattatori dell'incontro nell'abbracciare i propri amici d'infanzia e con l'atteso terzo tempo atto a rinsaldare l'amicizia fra i due traditori turritani ed i loro grandi amici di sempre.
Formazioni:
Selecao: Simile 6; Velluto 6, Carboni 5, Pazzola 5, Acca 5.5; Piredda 6, Frau 5,5, Pistidda 6,5, Valia 6; Borra 6,5, Vassallo 7. Mister Borra M: 5,5; Masia 6, Sassu s.v., Soro 5, Ogana s.v., Carta 6, Falchi s.v., Corda s.v.
SAMA A.C.:
Pizzaballa: voto 10. Come il tempo contato dall'arbitro prima di decretare il k.o.t. al primo round. Al tappeto.
Prohaska: voto 80. Come i metri palla al piede percorsi prima di arrivare stremato all'impatto con la palla, nel goal mancato. Discesista.
Vampeta: voto 3. Come le ore precedenti al match in cui è stato destato dal mister per sostituire il febbricitante Bettarini ed esser schierato titolare. Inatteso.
Stielike: voto 8. Al piatto di tortellini ingurgitato prima del match (ma si posson mangiare tortellini?) per poi mostrarne la "ricetta" durante il riscaldamento. Chef.
Briegel: voto 5. Come gli anni in meno desiderati nel tentativo di evitare il primo goal con una scivolata sulla linea di porta. Furioso.
DeLaPeña: voto 2. Come gli assist perfetti all'indirizzo di Chinaglia che, al contrario delle proprie mezze reti, apporteranno chili di pasticcini. Calcolatore.
Merola: voto 8. Per l'ottimo approccio alla gara che fa ben sperare per il SUO big match da ex contro il Deportivo. Determinato.
Pecci: voto 1. Come l'assist per il 3-2, che lo porta allo status di titolare inamovibile di quel centrocampo punto di forza rossoblù. Rifinitore.
Calloni: voto 6. Come i cambi di campo effettuati e che ci regalano un capitano tutto nuovo e ben amalgamato con la qualità in un centrocampo di corridori. Dispensatore.
Pandev: voto 7. Per il modo tutto suo di trascinarsi dietro due avversari. Ottimo cross sul terzo goal di Chinaglia. Imprevedibile.
Chinaglia: voto 3. Come i goal fatti, forse alla prima tripletta con la SAMA, che lo costringeranno a "un bè di pasticcini", meglio se al cioccolato! Implacabile.
Mutu: voto 4. Come gli avversari lasciati sul posto sul suo quarto goal che lo autorizzano ad aiutare il fratellino nell'acquisto di pasticcini. Solidale.
Ardiles: voto 6. Come i calcioni rifilati ai palloni vaganti capitatagli atti ad evitare inutili rischi. Intuitivo.
Vavassori: voto 10. Come le partite in cui è stato convocato e, puntualmente, non sono arrivate sconfitte. Il caso continua. Antijella.
Caniggia: voto 7. Come i giorni passati dalla polemica con Pandev al cercare di fottere il posto a Pizzaballa pur di giocare. Propositivo.
Galderisi: voto 15. Come i minuti in campo, pochi per vedergli esprimere tutta la sua potenza. Disponibile.
Mister MarioGiugliacci Scopigno: voto 6. Vede e prevede ogni cosa, dal meteo all'andamento della gara, così come i goal del match. Sa già come andrà a finire il campionato. Tuttologo.
Loro, infatti, sono sempre stati trattati maluccio dai propri amichetti delle strade di Porto Torres, perchè quando si facevano le sfide a calcio loro vincevano sempre, e siccome non si accontentavano del punteggio, volevano vincere anche con la forza; addiritura, sempre in tenera età, misero su una losca organizzazione che forniva a loro emissari schede telefoniche svizzere per conoscere in tempo reale i risultati delle altre strade e garantiva loro un certo numero di atleti che, a seconda delle partite, permetteva loro di manipolarne il risultato: ecco il motivo per cui, crescendo, nessuno li voleva più come compagni di squadra, neppure la Selecao, grande loro amore incompiuto, in cui giocano tutti il loro compagnetti d'infanzia. Ed infatti, all'ingresso in campo, i due fratellini erano oggetto di burle e sberleffi da parte dei loro coetanei compaesani per i buffi nomi sulle maglie e per la volumetria acquisita durante la loro rapida adolescenza. Avendo notato questo atteggiamento, lo scaltro Mister Viadellevigne Scopigno declinava la richiesta di Chinaglia di non giocare e gli costruiva la squadra intorno, usando principalmente il ramo portotorrese, richiamando il fido scudiero Stielike in difesa, coprendogli le spalle con i rottweiler di centrocampo Pecci e Merola, e tenendo a freno gli istinti di rivalsa di Mutu e Ardiles, per scatenarli nella ripresa. A questi, aggiungeva Pizzaballa in porta, Vampeta, Prohaska e Briegel in difesa, Calloni, DeLaPeña e Pandev in mediana. Il mister Massimo Borra, forte di questo atteggiamento denigratorio nei confronti di Chinaglia, schierava l'unidici così composto: Simile fra i pali, Velluto, Carboni, Pazzola, Acca in difesa; Frau, Piredda, Pistidda e Valia a centrocampo con il temibile Vassallo e PennaBianca Borra in avanti. Primi minuti di grande tensione: le due squadre si studiavano a vicenda, con gli ospiti pronti a rinfacciare in ogni occasione le vere origini dei compaesani in maglia rossoblù. Ma ciò che doveva esser un arma a loro favore, si rivelava deleteria ai loro intenti: Pecci e Merola tessevano un'azione che portava DeLaPeña sulla fascia destra ad effettuare un cross che lo stesso Chinaglia andava ad impattare in cielo e spedire sull'angolino opposto. Era l'1-0 che, per rispetto, non portava esultanza alcuna da parte del bomber casalingo. Erano appena trascorsi cinque minuti di gioco, e la SAMA pensava di aver definitivamente sconfitto ogni tentativo di rivalsa subliminale avversaria, operando un buon possesso palla ed una preponderante supremazia territoriale. Ma mentre tutti attendevano la seconda rete, un'iniziativa del potente Vassallo sulla sinistra d'attacco portotorrese portava lo stesso a vincere un rimpallo (aiutandosi con un braccio galeotto) e sparare un tiro potentissimo diretto al volto di Pizzaballa proteso in disperata uscita: la palla carambolava beffardamente sul piede dello stesso attaccante per rotolare lentamente in rete, con l'estremo fuori uso e necessito di cure mediche per circa dieci minuti. L'episodio rischiava di esaltare nuovamente lo spirito guerriero dell'undici ospite, ma la SAMA usava il proprio orgoglio per ribaltare la situazione: e così, una palla recuperata ancora dal combattivo DeLaPeña, si trasformava in assist prezioso ancora per Chinaglia che, solo davanti al portiere, rinunciava al tanto amato pallonetto optando per un tiro angolato ed imprendibile. Il primo tempo si concludeva qua, con un 2-1 tutto sommato meritato, con il quale la squadra di casa legittimava il possesso palla ed una buona intesa fra gli elementi in campo. Nel secondo tempo, i rossoblù continuavano a premere sull'acceleratore, ma trovavano come ostacoli sia i difensori locali che lo stesso arbitro, reo di aver interrotto buone azioni per dubbi fuorigioco. E mentre ci si aspettava il goal della sicurezza, un tiro da fuori area da parte della Selecao impattava con la parte alta della traversa trasformandosi in un assist involontario per il solito Vassallo che, solo davanti alla porta sguarnita, non aveva difficoltà a siglare il sorprendente 2-2. Il goal dava coraggio agli ospiti che approfittavano dello sbandamento della SAMA per portarsi in avanti. Ma il perfido Mister Fiumesanto Scopigno giocava le sue carte nascoste: dentro gli altri portotorresi Mutu e Ardiles, a dar man forte alla fazione degli oriundi. E da quel momento la musica cambiava: i padroni di casa imbastivano azioni su azioni ed, in una di queste, il funambolico Pandev riusciva ad effettuare un ottimo cross dalla sinistra che trovava Pecci pronto ad arpionare il pallone, difenderlo dall'attacco dei difensori locali e, con un tocco morbido, poggiarlo al limite dell'area all'accorrente Chinaglia che, ignaro delle prese in giro ospiti, faceva partire un tiro potente a mezza altezza che non lasciava scampo al numero uno della Selecao per timbrare la sua clamorosa tripletta. Il goal aveva un effetto liberatorio: la SAMA controllava agevolmente le sfuriate offensive che raramente portavano grattacapi alla difesa locale, mentre aumentavano i contropiede alal ricerca del goal della sicurezza. Dopo vari tentativi dello stesso Chinaglia, di Prohaska, di Pandev e di Caniggia, arrivava la discesa prorompente e vendicativa del fratello d'arte Mutu che, dopo essersi liberato di quattro avversari, si portava a ridosso del portiere e cercava l'assist per il quarto goal di Chinaglia, deviato in porta dal disperato tentativo di un difensore ospite. La partita finiva qui, con le lacrime dei due mattatori dell'incontro nell'abbracciare i propri amici d'infanzia e con l'atteso terzo tempo atto a rinsaldare l'amicizia fra i due traditori turritani ed i loro grandi amici di sempre.
Formazioni:
Selecao: Simile 6; Velluto 6, Carboni 5, Pazzola 5, Acca 5.5; Piredda 6, Frau 5,5, Pistidda 6,5, Valia 6; Borra 6,5, Vassallo 7. Mister Borra M: 5,5; Masia 6, Sassu s.v., Soro 5, Ogana s.v., Carta 6, Falchi s.v., Corda s.v.
SAMA A.C.:
Pizzaballa: voto 10. Come il tempo contato dall'arbitro prima di decretare il k.o.t. al primo round. Al tappeto.
Prohaska: voto 80. Come i metri palla al piede percorsi prima di arrivare stremato all'impatto con la palla, nel goal mancato. Discesista.
Vampeta: voto 3. Come le ore precedenti al match in cui è stato destato dal mister per sostituire il febbricitante Bettarini ed esser schierato titolare. Inatteso.
Stielike: voto 8. Al piatto di tortellini ingurgitato prima del match (ma si posson mangiare tortellini?) per poi mostrarne la "ricetta" durante il riscaldamento. Chef.
Briegel: voto 5. Come gli anni in meno desiderati nel tentativo di evitare il primo goal con una scivolata sulla linea di porta. Furioso.
DeLaPeña: voto 2. Come gli assist perfetti all'indirizzo di Chinaglia che, al contrario delle proprie mezze reti, apporteranno chili di pasticcini. Calcolatore.
Merola: voto 8. Per l'ottimo approccio alla gara che fa ben sperare per il SUO big match da ex contro il Deportivo. Determinato.
Pecci: voto 1. Come l'assist per il 3-2, che lo porta allo status di titolare inamovibile di quel centrocampo punto di forza rossoblù. Rifinitore.
Calloni: voto 6. Come i cambi di campo effettuati e che ci regalano un capitano tutto nuovo e ben amalgamato con la qualità in un centrocampo di corridori. Dispensatore.
Pandev: voto 7. Per il modo tutto suo di trascinarsi dietro due avversari. Ottimo cross sul terzo goal di Chinaglia. Imprevedibile.
Chinaglia: voto 3. Come i goal fatti, forse alla prima tripletta con la SAMA, che lo costringeranno a "un bè di pasticcini", meglio se al cioccolato! Implacabile.
Mutu: voto 4. Come gli avversari lasciati sul posto sul suo quarto goal che lo autorizzano ad aiutare il fratellino nell'acquisto di pasticcini. Solidale.
Ardiles: voto 6. Come i calcioni rifilati ai palloni vaganti capitatagli atti ad evitare inutili rischi. Intuitivo.
Vavassori: voto 10. Come le partite in cui è stato convocato e, puntualmente, non sono arrivate sconfitte. Il caso continua. Antijella.
Caniggia: voto 7. Come i giorni passati dalla polemica con Pandev al cercare di fottere il posto a Pizzaballa pur di giocare. Propositivo.
Galderisi: voto 15. Come i minuti in campo, pochi per vedergli esprimere tutta la sua potenza. Disponibile.
Mister MarioGiugliacci Scopigno: voto 6. Vede e prevede ogni cosa, dal meteo all'andamento della gara, così come i goal del match. Sa già come andrà a finire il campionato. Tuttologo.
venerdì 23 gennaio 2009
13° Giornata: Risultati
Risultati:
Ale Castiglia P.Torres - Selecao P.Torres 1-1
Caracas Cafè Sassari - CK Bar Sassari 3-4
Deportivo Turritano - Atletico Sennori 3-1
Edicola Santa Maria SS - Amatori Nettuno 4-1
Planet Soccer Sassari - Frassati Ozieri 2-1
SAMA A.C. SS - FC San Giovanni 2-1
Riposa: Amici Codrongianos

Claassifica:

Prossimo Turno (24/01/2009)
Recuperi 11° Giornata:
Ale Castiglia P.Torres - Selecao P.Torres 1-1
Caracas Cafè Sassari - CK Bar Sassari 3-4
Deportivo Turritano - Atletico Sennori 3-1
Edicola Santa Maria SS - Amatori Nettuno 4-1
Planet Soccer Sassari - Frassati Ozieri 2-1
SAMA A.C. SS - FC San Giovanni 2-1
Riposa: Amici Codrongianos

Claassifica:
- Edicola Santa Maria SS 31
- Deportivo Turritano 27
- Ale Castiglia P.Torres 23
- SAMA A.C. Sassari 21
- CK Bar Sassari 20
- Planet Soccer Sassari 19
- Selecao Porto Torres 16
- Amatori Nettuno 14
- Atletico Sennori 14
- FC San Giovanni 7
- Amici Codrongianos 6
- Caracas Cafè Sassari 6
- Frassati Ozieri 5

Prossimo Turno (24/01/2009)
Recuperi 11° Giornata:
- Deportivo Turritano - Edicola Santa Maria SS
- FC San Giovanni - Amatori Nettuno
- SAMA A.C. SS - Selecao Porto Torres (Caniga, h 15.00)
- Ale Castiglia P.Torres - Atletico Sennori
mercoledì 21 gennaio 2009
IL DERBY DEL TERRORE
Una partita all'insegna della paura: sabato, il derby fra il locali della SAMA A.C. ed i vicini dell'FC SanGiovanni è stato nientepopodimeno che la rappresentazione ben riuscita di un copione teatrale basato sul genere thriller. Tutto iniziava con la funesta notizia della seconda assenza consecutiva del bomber Chinaglia, misteriosamente assente per via di una improvvisa quanto non ben identificata mancanza in famiglia. Ciò causava anche il mancato arrivo del fratello Mutu, mentre del centrale Montero aleggiavano arcane notizie riguardo infortuni subiti durante messe sataniche in località d'alta montagna. Per contro, l'FC San Giovanni sfruttava questo palese disorientamento iniziale dei rossoblù all'arrivo al campo, facendo bella mostra di elementi creduti defunti per il gioco del pallone ed invece presenti in splendida forma, quali il deleterio DeKlerk e il crudele Canu. La preparazione alla gara si svolgeva con due stati d'animo contrapposti: il silenzio dalle mura degli spogliatoi ospiti lasciava immaginare lo svolgimento di un rito d'alta stregoneria atta ad esorcizzare l'avversario di turno, mentre in quello rossoblù le esclusioni dall'undici iniziale erano accolte con grande sollievo dai non prescelti. E così, lo stregone Manson-Scopigno optava per undici trolls anti streghe, con Pizzaballa a guardia della porta, Prohaska, Briegel, Vampeta e Ardiles sulle postazioni di difesa, Pecci, Merola, Calloni, DeLaPeña e Pandev di supporto all'unica punta Caniggia. Ma il mistero dovevo ancora incombere: mentre tutti si aspettavano il materializzarsi dell'incubo della passata stagione Fruitjoy (uno gnomo tramutatosi in diavolo durante la passata stagione), il non ben identificato "MisterChi?" decideva di schierare i blucelesti con una formazione non preventivata, creando ancor più smarrimento nei già provati stati d'animo degli atleti di casa: con Fragus in porta, andavano in difesa gli elfi Migheli, Harlock, Bradipo e Farina, in mediana Pinna e Sanna centrali con Scanu e Spanu laterali, Peigottu e King Korda in attacco. Inoltre, la calma del Mister Iperteso in panchina, creava ulteriori timori tanto che, al fischio d'inizio dell'arbitro, nubi scure piombavano sul campo di Caniga oscurando l'aria e rendendo l'ambiente tetro. Il nervosismo prendeva piede e, verso elementi di fragile tenuta psichica, creava disordine portandoli a cedere ad insulti ed imprecazioni, come fra Caniggia e Pandev, notoriamente dotati di grande intesa in avanti. E così, cercando di impostare la gara con un possesso di palla ostentato ma non ben retto da forza nelle gambe, gli ospiti avevano due buone occasioni entrambe create dallo spauracchio Sanna ma non finalizzate prima da KingKorda (parata di Pizzaballa) poi da Peigottu che liscia un tap-in solo davanti alla porta. Lo spavento aveva il potere di destare il sonno dei locali che, in un calcio d'angolo trovavano la deviazione appena sfiorata di DeLaPeña che finiva misteriosamente dentro la rete senza che nessuno spiegasse la dinamica. La non esultanza dei locali era sintomo di sottomissione ed alto rispetto alle forze demoniache chiaramente presenti che ora intimorivano ambedue gli schieramenti in campo. Pochi minuti dopo, una bella azione rossoblù portava il capitano Calloni al cross sul quale si avventava Caniggia incredibilmente spostato da una forza oscura, ma che creava il varco per una mai sospettata deviazione al volo di Pandev. Fragus, atterrito da cotanto sacrilegio, cercava di portare le braccia a riparo del suo corpo e riusciva ad evitare gravi contusioni deviando la sfera letale verso altra direzione: la rete.
Troppa facilità nel trovarsi in vantaggio portava Cassandra Scopigno a sedare gli animi impauriti dei locali alla fine della prima frazione di gioco: infatti la tensione creava ancora malumori fra Caniggia e Pandev, reo di aver segnato un bel goal a dispetto delle conclusioni errate del primo. Inoltre, la nefasta previsione del mister di subire un goal a fil di palo faceva rabbrividire l'intero reparto difensivo. Al rientro in campo, il clima si rendeva ancor più tenebroso dall'ingresso fra le fila avversarie del temuto Fruitjoy che fin da subito creava terrore nelle retrovie casalinghe. Da una sua percussione, la difesa locale entrava nel panico assoluto, non riuscendo ad allontanare la sfera dall'area piccola e lasciandola all'accorrente KingKorda che, con una girata malefica, la spediva a fil di palo. Era il caos: Prohaska ed i suoi sedici anni di differenza cercavano in tutti i modi di difendersi con ogni mezzo o arma possibile, per cui Milingo-Scopigno optava per il cambio, inviando Briegel sul temuto messaggero infernale e portando l'asceta Fanna al centro della difesa. Vampeta continuava a vedere fantasmi ovunque e lanciava loro pallonate antiaeree; Ardiles, visto i suoi ripetuti capitomboli senza spiegazione lasciava il posto a Vavassori che, temendo il pallone, cercava ripetutamente l'abbraccio confortevole dell'avversario di turno. Entrava anche CarloSassi ed era l'apice della paura: Caniggia, terrorizzato, additava Pandev come il Lucifero in campo e fuggiva a gambe levate. Ma da lì in poi, solo qualche calcio piazzato o tiro dal limite accendeva gli animi dei ventidue in campo, con Pizzaballa e Fragus ben ordinati e capaci di infondere fiducia ai compagni. Il triplice fischio sanciva la fine dell'ombra e l'inizio della luce, con le due squadre ben disposte a dimenticare la tenzone in cambio di una rinfrescante birra durante il necessito terzo tempo.
Formazioni:
FC SAN GIOVANNI
Fragus: voto 6,5. Colpito a freddo dall'uomo invisibile, si lascia abbagliare da un tiro al fulmicotone che è poco fulmi e molto cotone. Ma si rifà abbondantemente con due voli da uomo tigre nel secondo tempo. Baluardo.
Migheli: voto 6. Duella bene con Pandev per poi cercare la sortita offensiva. Ma è tanto educato che l'offesa non è nelle sue corde. Diligente.
Bradipo: voto 6. Forse è lui il misterioso autore del primo goal dei padroni di casa, ma in quel momento era ancora assopito dalla notte insonne. Al risveglio, non pena più di tanto. Sfasato.
Capitan Harlock: voto 6+. Attua un buon controllo su Caniggia ed è abile ad impostare l'azione dalle retrovie, purtroppo però, solo nella seconda frazione. Incompreso.
Farina: voto 6+. Buon presidio della sua zona di competenza, spesso in grado di proporsi ma dinanzi a compagni ipermetropi e poco costruttivi. Oscurato.
Pinna: voto 6,5. E' in crisi affettiva e lo si vede: lo scambio di carezze con DeLaPeña nel primo tempo denota una mancanza di coccole che cerca fra amici e dirimpettai. Affranto.
Sanna: voto 7. Sorpresa per gli avversari; dotato di buona corsa ed ottimo movimento fra le linee. Poco convinto delle sue doti al tiro che lo sminano al momento topico. Ispirato.
Spanu L.: voto 6. Brevilineo, rapido e dai tratti somatici vagamente orientali, crea tanta di quella confusione sulla fascia di competenza che chiede una xamamina per il malore derivante. Fumoso.
Scanu: 6. Da solo contro il muro della fascia sinistra rossoblù. Spesso s'incunea bene per perdersi male, ma nel complesso non demerita. Mal assistito.
Peigottu: voto 5. Ha l'occasione buona ma la spreca come un Darko Pancev qualunque. Disperato, è sostituito per sopravvenuta sfiducia. Pippero.
Corda: voto 6,5. La scelta di usare i calzettoni dello zio tirolese funziona per gran parte del primo tempo creando un ottimo isolamento termico al piede. Fa in tempo a segnare il goal della speranza, prima di vedere svanire l'effetto serra. Termoautonomo.
Fruitjoy: voto 6,5. L'età avanza e si vede: viene utilizzato nel secondo tempo per evitargli dispendi di energie inutili, come Figo all'Inter, ma con più piroette. Estromesso.
Carenti: voto 30. Per gli anni compiuti per i quali la SAMA gli rivolge i più sentiti auguri, considerandolo ora "tesserabile" fra i propri "datati" atleti. Anta.
Delogu: voto s.v.. In campo quando ormai le iniziative scemavano e tutti a darsi dello scemo a vicenda. Rivedibile.
Babù: voto s.v. L'assenza del proprio mito Chinaglia lo priva di entusiasmo e stimoli per affrontare il match con altro piglio. Smarrito.
MisterChi?: voto 6. Per risollevare questa FC servirebbe uno psicologo che ritrovi la spregiudicatezza perduta. Buona ricerca. Detective.
Mister Iperteso: voto 6. Non esiste sfida senza l'iperteso e le sue locuzioni accompagnate dall'eco. Però, sarebbe il primo caso di esonero nella storia dell'Uisp. Recordman.
SAMA A.C.:
Pizzaballa: voto 1. Come il solito goal preso con la palla sempre pronta ad accarezzare il palo. Bestemmiato.
Prohaska: voto 16. Come gli anni di differenza con gli aversari odierni che lo fano durare un tempo, prima di esser sostituito per preservarne l'arresto cardiaco. Tachicardico.
Vampeta: voto 160. Come i rinvii effettuati, stavolta record assoluto in una sola partita, che lo porteranno ai giochi olimpici con la squadra di tiro. Renica.
Briegel: voto 44. Come i centimetri quadrati dell'area ricoperta dalla sua capigliatura sulla propria testa. Non vuole visto. Mocio Vileda.
Ardiles: voto 60. Come il metraggio delle linee da lui disegnate sul campo con le ostentate scivolate. Manco ci fosse il sapone. Instabile.
Pecci: voto 9,350. Come la distanza da lui coperta nel suo ormai importantissimo andirivieni per il campo. Settepolmoni.
Calloni: voto 2. Come la seconda partita consecutiva in cui si erge faro della squadra. Splendida apertura e cross sul secondo goal. Ritrovato.
Merola: voto 1. Dal tocco in più che lo rallentava la scorsa gara al tocco che lo frena in questa. Non ha mezze misure, ma si ambienta sempre di più. Carburante.
DeLaPeña: voto 0,5. Come il secondo mezzo goal che lo proiettano a quota tre nella classifica marcatori. Sembra giochi ad "Un, due tre stella" con i passi del gambero. Formichina.
Pandev: voto 6. Come il suo sesto goal in questo campionato e come il sesto attaccante con cui bisticcia in campo. Discolo.
Caniggia: voto 75. Come l'anno in cui giocava a pallone per la strada ed in cui se ne andò via perchè non gliela passavano mai. Amarcord.
Fanna: voto 42. Come il numero del suo scarpino stampato in maniera indelebile sullo stinco del malcapitato centravanti in un'azione di contropiede. Forgiatore.
Bettarini: voto 8. Per aver affievolito le residue forze avversarie col suo solo ingresso in campo. Mommòttu.
Vavassori: voto 0. Come le partite senza sconfitta quando lui fa parte della distinta di gara. Amuleto.
CarloSassi: voto 0. Come i passaggi errati nel corso della gara che finalmente ne premiano l'impegno. Non ha tuttavia ricevuto palloni. Ingiudicabile.
Galderisi: voto 15. Come i minuti giocati in cui sperava di accrescere la sua prepotente media goal. Assetato.
Texeira: voto 25. Come gli anni compiuti rivelati alla squadra gettando scalpore e generando un secondo caso Eriberto-Luciano. Oriundo.
Mister BarakObama Scopigno: voto 3. Come le teste d'aglio ben incastonate nel suo girocollo efficaci ad allontanare streghe e malocchi. Protetto.
Formazioni:
FC SAN GIOVANNI
Fragus: voto 6,5. Colpito a freddo dall'uomo invisibile, si lascia abbagliare da un tiro al fulmicotone che è poco fulmi e molto cotone. Ma si rifà abbondantemente con due voli da uomo tigre nel secondo tempo. Baluardo.
Migheli: voto 6. Duella bene con Pandev per poi cercare la sortita offensiva. Ma è tanto educato che l'offesa non è nelle sue corde. Diligente.
Bradipo: voto 6. Forse è lui il misterioso autore del primo goal dei padroni di casa, ma in quel momento era ancora assopito dalla notte insonne. Al risveglio, non pena più di tanto. Sfasato.
Capitan Harlock: voto 6+. Attua un buon controllo su Caniggia ed è abile ad impostare l'azione dalle retrovie, purtroppo però, solo nella seconda frazione. Incompreso.
Farina: voto 6+. Buon presidio della sua zona di competenza, spesso in grado di proporsi ma dinanzi a compagni ipermetropi e poco costruttivi. Oscurato.
Pinna: voto 6,5. E' in crisi affettiva e lo si vede: lo scambio di carezze con DeLaPeña nel primo tempo denota una mancanza di coccole che cerca fra amici e dirimpettai. Affranto.
Sanna: voto 7. Sorpresa per gli avversari; dotato di buona corsa ed ottimo movimento fra le linee. Poco convinto delle sue doti al tiro che lo sminano al momento topico. Ispirato.
Spanu L.: voto 6. Brevilineo, rapido e dai tratti somatici vagamente orientali, crea tanta di quella confusione sulla fascia di competenza che chiede una xamamina per il malore derivante. Fumoso.
Scanu: 6. Da solo contro il muro della fascia sinistra rossoblù. Spesso s'incunea bene per perdersi male, ma nel complesso non demerita. Mal assistito.
Peigottu: voto 5. Ha l'occasione buona ma la spreca come un Darko Pancev qualunque. Disperato, è sostituito per sopravvenuta sfiducia. Pippero.
Corda: voto 6,5. La scelta di usare i calzettoni dello zio tirolese funziona per gran parte del primo tempo creando un ottimo isolamento termico al piede. Fa in tempo a segnare il goal della speranza, prima di vedere svanire l'effetto serra. Termoautonomo.
Fruitjoy: voto 6,5. L'età avanza e si vede: viene utilizzato nel secondo tempo per evitargli dispendi di energie inutili, come Figo all'Inter, ma con più piroette. Estromesso.
Carenti: voto 30. Per gli anni compiuti per i quali la SAMA gli rivolge i più sentiti auguri, considerandolo ora "tesserabile" fra i propri "datati" atleti. Anta.
Delogu: voto s.v.. In campo quando ormai le iniziative scemavano e tutti a darsi dello scemo a vicenda. Rivedibile.
Babù: voto s.v. L'assenza del proprio mito Chinaglia lo priva di entusiasmo e stimoli per affrontare il match con altro piglio. Smarrito.
MisterChi?: voto 6. Per risollevare questa FC servirebbe uno psicologo che ritrovi la spregiudicatezza perduta. Buona ricerca. Detective.
Mister Iperteso: voto 6. Non esiste sfida senza l'iperteso e le sue locuzioni accompagnate dall'eco. Però, sarebbe il primo caso di esonero nella storia dell'Uisp. Recordman.
SAMA A.C.:
Pizzaballa: voto 1. Come il solito goal preso con la palla sempre pronta ad accarezzare il palo. Bestemmiato.
Prohaska: voto 16. Come gli anni di differenza con gli aversari odierni che lo fano durare un tempo, prima di esser sostituito per preservarne l'arresto cardiaco. Tachicardico.
Vampeta: voto 160. Come i rinvii effettuati, stavolta record assoluto in una sola partita, che lo porteranno ai giochi olimpici con la squadra di tiro. Renica.
Briegel: voto 44. Come i centimetri quadrati dell'area ricoperta dalla sua capigliatura sulla propria testa. Non vuole visto. Mocio Vileda.
Ardiles: voto 60. Come il metraggio delle linee da lui disegnate sul campo con le ostentate scivolate. Manco ci fosse il sapone. Instabile.
Pecci: voto 9,350. Come la distanza da lui coperta nel suo ormai importantissimo andirivieni per il campo. Settepolmoni.
Calloni: voto 2. Come la seconda partita consecutiva in cui si erge faro della squadra. Splendida apertura e cross sul secondo goal. Ritrovato.
Merola: voto 1. Dal tocco in più che lo rallentava la scorsa gara al tocco che lo frena in questa. Non ha mezze misure, ma si ambienta sempre di più. Carburante.
DeLaPeña: voto 0,5. Come il secondo mezzo goal che lo proiettano a quota tre nella classifica marcatori. Sembra giochi ad "Un, due tre stella" con i passi del gambero. Formichina.
Pandev: voto 6. Come il suo sesto goal in questo campionato e come il sesto attaccante con cui bisticcia in campo. Discolo.
Caniggia: voto 75. Come l'anno in cui giocava a pallone per la strada ed in cui se ne andò via perchè non gliela passavano mai. Amarcord.
Fanna: voto 42. Come il numero del suo scarpino stampato in maniera indelebile sullo stinco del malcapitato centravanti in un'azione di contropiede. Forgiatore.
Bettarini: voto 8. Per aver affievolito le residue forze avversarie col suo solo ingresso in campo. Mommòttu.
Vavassori: voto 0. Come le partite senza sconfitta quando lui fa parte della distinta di gara. Amuleto.
CarloSassi: voto 0. Come i passaggi errati nel corso della gara che finalmente ne premiano l'impegno. Non ha tuttavia ricevuto palloni. Ingiudicabile.
Galderisi: voto 15. Come i minuti giocati in cui sperava di accrescere la sua prepotente media goal. Assetato.
Texeira: voto 25. Come gli anni compiuti rivelati alla squadra gettando scalpore e generando un secondo caso Eriberto-Luciano. Oriundo.
Mister BarakObama Scopigno: voto 3. Come le teste d'aglio ben incastonate nel suo girocollo efficaci ad allontanare streghe e malocchi. Protetto.
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